Ne sono sempre più convinto. Soprattutto quando seni, coseni e piani cartesiani mi ostacolano le ruote, che tuttavia continuano a girare. In questi undici giorni ho pedalato, sotto il freddo, ma cautamente accarezzato dal Sole. Trentova in trenta – due domeniche fa -, condita con San Mango ( 114.74 km, a 650 m di dislivello ), San Mango che ho ripetuto oggi, allegata al rampone di Giovi Altimari ( 400 m di dislivello, in 7 km di salita ) e due volte, in giorni consecutivi, Casa Manzo da via Vecchia di Giovi ( 430 m di dislivello, in 4.5 km di salita ); il tutto servito con numerose uscite di “agilità” – si fa per dire, dato che il dislivello non scende mai sotto i 300 m -. Insomma, un bel periodo all’insegna della buona salita, con una gamba che da’ sensazioni sempre più interessanti – notasi una seduta di sfr ogni sette giorni fino al 7 Febbraio – e il pane e marmellata unico fidato compagno di questa dieta. Non mi dilungo più di tanto perché ahimé, non solo quel ridicolo libraccio biancoarancio, ma anche quel simpaticone di Durante Alighieri mi pungolano al braccio con un ramoscello di ulivo.
Domani, parola di ciclista, imbratterò di brio questi quadri di pagine.
