È piombato giù come un fulmine a ciel sereno. Chi? Se consultate la sezione climbs, capite facilmente. Lui. Colle San Bartolomeo. Effettivamente era l’unico che poteva assestare le mie corde sin troppo tese, non perchè cotto o sfinito, anzi, perché eventualità varie m’han portato a scegliere tra questa beneamata follia e l’adirazione assoluta. Più o meno. Ma tralasciamo …
Dunque dunque dunque, alle 14.00 già si è in bici con Paoletto. Sfilata in litoranea con mia solitaria tirata ai 40 km/h per una dozzina di chilometri. La gamba ritorna pian piano, il beltempo pure. Aveva ragione la Stagione l’altroieri, a quanto pare. Al consueto bofonchiare del biondo dietro, affannato data l’assoluta negligenza d’allenamento, si decide di affrontare la salita indubbiamente più dura dell’immediato iter salernitano. E già prendo a sogghignarmela. Inutile sprofondare in particolari già precedentemente affrontati, dico solamente che oggi avevo un 7/10 di gamba, identificando con 10/10 il picco massimo raggiungibile della scorsa stagione. Fatta tutta col 34-22/23, su di passo agile condito con qualche scatto al 34-16.
Un delirio.
